SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

Molto probabilmente Petit Chalvet 2630 m

Monginevro

26 marzo 2017 
Monginevro

Lascio una certa indeterminatezza nel titolo perché non saprei dare con assoluta certezza un nome al rilievo quotato sulla carta 2.630 metri, posto poco sopra l’arrivo della seggiovia Chalvet nel comprensorio del Monginevro. Dopo dotte disquisizioni topografiche si è appurato che dovrebbe trattarsi, molto probabilmente, del Petit Chalvet.

E’ stata la scelta dell’ultimo momento a condurci qui. Nuovamente costretti a ridimensionare i programmi e accantonata la blasonata e classica (e anche lunga) Meidassa, ripieghiamo sul Col des Trois Frerès Mineurs con partenza dal Monginevro, località facilmente raggiungibile in macchina anche col brutto tempo e a quota sufficientemente elevata rispetto al limite della neve di questo periodo.

Arrivati sul posto sembra di essere ripiombati in pieno inverno. Nella notte sono caduti una quarantina di centimetri abbondanti di neve e sta ancora venendo giù qualche fiocco, mentre i mezzi sgombraneve sono in piena azione per liberare le strade.

Dopo aver faticato per sistemare alla meno peggio le macchine lungo la strada del Village du Soleil, iniziamo la marcia in un paesaggio ”canadese” sprofondando nella neve tra gli alberi piegati e ingobbiti dalle abbondanti precipitazioni.

Ma non siamo proprio convinti che sia un buona idea proseguire in quelle condizioni. Sempre più in dubbio, decidiamo di lasciar perdere il Col des Trois Frerès Mineurs e di dirigerci senza indugi verso i vicini impianti per cercare di salire il più possibile seguendo le piste. Dopo un po’ infatti incontriamo una pista battuta e iniziamo a risalirla tutti in fila, mentre di tanto in tanto qualche enorme battipista sopraggiunge minaccioso alle nostre spalle superandoci velocemente.

In giro non c’è ancora nessuno. Lontani davanti a noi ci sono soltanto due persone che risalgono in direzione dell’arrivo della seggiovia Chalvet dove alla fine abbiamo deciso di puntare.

Nel frattempo il tempo è rapidamente cambiato ed è apparso il sole che preannuncia una luminosa e tiepida giornata di primavera. Almeno le incognite del tempo e della visibilità sono scongiurate.

Ogni tanto proviamo a prendere qualche scorciatoia tagliando nella neve fresca e arriviamo al muro finale non ancora battuto dai mezzi, ma per fortuna già quasi tutto tracciato. In poco tempo siamo all’arrivo della seggiovia e di qui raggiungiamo la cima lungo la breve dorsale dai fianchi abbastanza ripidi e in posizione molto panoramica. Qualcuno guarda l’altimetro che segna la quota di 2.627 metri.

La temperatura è ottima, non c’è vento e ci fermiamo in cima per un po’. Il brutto tempo sembra essere stato confinato oltre la linea di nuvole che rimarrà ferma per tutta la giornata verso sud.

In discesa, visto che la neve fresca del mattino con il sole e l’esposizione in pieno sud si è fatta pesante, quasi tutti optiamo per seguire le piste battute, rinunciando a possibili percorsi alternativi.

Nel frattempo la seggiovia ha preso a funzionare e la prima parte della discesa risparmiata dai battipista risulta ben presto tritata dai numerosi passaggi di sciatori. Le irregolarità e le gobbe la rendono però abbastanza divertente, anche se la neve, come è prevedibile, non è eccezionale. I pochi tratti non battuti ai margini delle piste risultano faticosi e poco scorrevoli. Meglio lasciar perdere per questa volta. Quindi approfittiamo delle ottime condizioni delle piste, scendiamo velocemente a valle.

Nonostante il ridimensionamento dei programmi, c’è da segnalare il buon numero di adesioni alla gita, nonostante le previsioni meteorologiche e alcune defezioni dell’ultimo minuto. Sembra che il gruppo si stia consolidando e crescendo. Non manca la volta che qualcuno nuovo chieda di iscriversi alle nostre gite e alcuni recenti arrivi stanno diventando ormai delle presenze costanti.

Saluti e alla prossima.

Testo e foto Roberto Merlo

 

 

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