SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

Monte Pianard 2306 m

Valle Vermenegna

15 gennaio 2017 
Palanfrè

Nonostante le condizioni di vento forte e la preannunciata ondata di gelo polare non siano proprio incoraggianti, riusciamo lo stesso a mettere insieme un bel gruppetto di dodici persone, tra cui oltre alcuni graditi rientri, anche qualche nuova entrata. Il cambio programma è come al solito necessario e per non ritornare sempre nei soliti posti. Su suggerimento di Maurizio, che c’era stato circa una settimana prima, scegliamo come gita alternativa il Monte Pianard in Val Vermenagna, con partenza da Palanfré. La scelta sembra ragionevole considerato che, anche se le condizioni della neve nel frattempo non potevano che essere cambiate, quella parte del cuneese è normalmente più riparato dai venti da nord-nord ovest che in questi giorni interessano le montagne intorno a Torino.
La giornata non sarà particolarmente entusiasmante. Contrariamente alle previsioni, alla partenza il cielo è nuvoloso e ben presto inizia a nevischiare. Fortunatamente è solo una copertura passeggera che già nel corso della mattinata lascerà spazio a una bella giornata di sole, anche se la temperatura rimarrà piuttosto rigida per tutto il tempo.
Come ci si poteva aspettare la neve dura e crostosa non promette una grande discesa e per salire più agevolmente dobbiamo ben presto mettere i coltelli. Ad un certo punto, già a metà della salita, un casco cade fuori dallo zaino e inizia a rotolare finendo giù in un canalone. Sarà recuperato al ritorno dal proprietario con una delicata discesa e risalita in scaletta.
Comunque la visibilità è buona e non c’è vento e mentre alcuni decidono di fermarsi, in sette continuano fino alla punta. La vista tutto intorno merita e c’è una bellissima luce. L’innevamento è irregolare e spicca in particolare il pendio in pieno sole di fianco a noi completamente pelato con l’erba secca a vista.
Mentre stiamo preparandoci a ripartire, armeggiando con attacchi e scarponi in equilibrio sulla neve di consistenza marmorea, uno sci parte e prende velocità, perdendosi inesorabilmente giù dal ripido versante in direzione di Entracque. Per fortuna ci sono un paio di ramponcini leggeri con i quali il nostro compagno potrà scendere abbastanza agevolmente sulla neve dura.
Nel primo tratto la discesa è abbastanza buona. Ma poi sotto il colle diventa più impegnativa. Il pendio è tutto tritato dai numerosi passaggi e dal vento che lo hanno reso molto irregolare. Non si può prende velocità. Si devono cercare i tratti più levigati e sciabili, dove si riesce a fare qualche curva.
Ogni tanto ci fermiamo per non perdere di vista il nostro amico appiedato. Dopo una zona di boschina un po’ in ombra dove, tra nevi di tutti i tipi e di tutte le consistenze affiora anche qualche tratto di farina pesante vagamente sciabile, arriviamo nella parte bassa. Da qui seguendo un pistone ben tracciato e battuto, raggiungiamo finalmente il parcheggio.
Arrivati tutti alle macchine, dopo l’ultimo sforzo della giornata per togliere gli scarponi, ci aspetta il meritato brindisi finale con una fetta di panettone.

Roberto Merlo
Foto di Maurizio Bortott e Paolo Piazza

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