SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

Cambrelle

20 novembre 2017 

La giornata è incominciata con un po’ di preoccupazione perché quando siamo arrivati all’altezza di Rivarolo una sottile pioggerellina ha incominciato a bagnare il parabrezza dell’auto. Per fortuna, man mano che si saliva verso la Valle di Locana, il tempo è migliorato e ci ha permesso di effettuare in tutta tranquillità la gita+pranzo in rifugio che tradizionalmente conclude la stagione escursionistica.
In diciotto ci siamo radunati a Gavie, a quota 1000 m, lungo la strada che conduce a Carello, punto di partenza della nostra escursione che ci avrebbe condotti a Cambrelle. La temperatura mite e la non eccessiva umidità facevano ben sperare in una piacevole passeggiata, e così è stato. Il sentiero si sviluppa con l’alternanza di salite mai eccessivamente ripide, con tratti più dolci; peccato che il vecchio tracciato, spesso, sia stato abbandonato per deviazioni su terreno più fragile e soggetto sicuramente a maggiore erosione. L’ambiente è molto bello: prima abbiamo attraversato un bosco di alberi di castagno, alcuni dei quali di dimensioni ragguardevoli, poi abbiamo raggiunto una zona dove si alternano prati e boschetti in presenza di piccole borgate e baite isolate che purtroppo sono ormai quasi tutte crollate.
Dopo circa 500 metri di dislivello ed un paio d’ore di cammino, arrivati su terreno più aperto, abbiamo traversato verso il vallone di destra per raggiungere una carrareccia che, in discesa, ci ha permesso di raggiungere comodamente la nostra meta: il rifugio Santa Polenta.
Il rifugio, che si trova nella borgata di Cambrelle a 1360 m, è ormai, con la chiesetta, l’unico edificio rimasto in piedi, ulteriore segnale della condizione di abbandono in cui si trovano le nostre montagne. Al rifugio si può arrivare con l’auto, meglio se fuoristrada, su una strada sterrata privata e qui ci siamo riuniti con i nostri otto amici che per varie ragioni non hanno potuto partecipare all’escursione a piedi.
Il pranzo è stato piacevole e gustoso, in una saletta non grande ma confortevole e caratteristica; peccato che nel frattempo prima sia scesa la nebbia, poi sia incominciata una leggera pioggerellina.
Il ritorno alle auto è stato effettuato, riparati da ombrelli e coprizaino, percorrendo la strada sterrata che in poco tempo ci ha riportati sulla strada asfaltata a un paio di chilometri a monte del parcheggio.

Giuliano Ferrero
Foto di Antonio Carretta

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