SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

Traversata del Weissmies 4023 m

Vallese

20-21 luglio 2019 
Saas Fee

La gita al Weissmies è stata una gita impegnativa già in fase di preparazione; difatti, circa 3 settimane prima della data prevista per l'uscita, veniamo a sapere che la via normale da Hohsaas (dove saremmo dovuti salire) è stata chiusa dalle autorità competenti a causa di un seracco pericolante.
Iniziamo quindi a ricercare informazioni per capire se e quando la via venisse riaperta. Dopo aver interessato rappresentanti, anche di alto profilo, dell'amministrazione locale, ci viene detto che la via sarà riaperta dopo pochi giorni e che tutto tornerà alla normalità....e così sarà. Prima di partire chiediamo ancora informazioni al rifugista e dopo le sue rassicurazioni decidiamo che si può andare.

Venendo al racconto della gita, siamo saliti partendo da Hohsaas, stazione di arrivo della funivia da Saas Grund e pernottando al Bergrestaurnat Hohsaas.
Il primo giorno è senza alcuna difficoltà con arrivo in funivia al rifugio; tutti rimangono colpiti dal versante settentrionale della nostra montagna, sempre impressionante con i suoi seracchi e crepacci disseminati soprattutto nel suo centro, ovvero proprio dove noi dovremo attraversarlo.
Buon trattamento al rifugio Hohsaas, una sorta di alberghetto. Pulito, organizzato e gentili. Mangiare svizzero ma per me più che accettabile.

Nel tardo pomeriggio di sabato piove (come era previsto) e sorpresa, piove anche quando dobbiamo partire (non previsto) e così aspettiamo una buona mezz'ora prima di metterci in marcia. Partiamo oltre le 5 e percorriamo la stradina in discesa che ci porta al ghiacciaio.
Una volta legati e ramponati risaliamo velocemente il ghiacciaio, ancora ben coperto di neve residua, attraversando alcuni grossi crepacci che iniziano ad aprirsi lungo la traccia. Una volta arrivati nella parte pianeggiante ci dirigiamo verso il versante nord del Weissmies che risaliremo con percorso spettacolare tra seracchi e crepacci fino alla spalla. In questo tratto sono presenti alcuni crepacci da superare non propriamente dei più facili, con alcuni salti atletici e adrenalinici oltre a un tratto (dove sono presenti le corde fisse) molto esposto e con uno spazio minimo dove mettere i piedi...occorre pertanto fare molta attenzione.

Una volta giunti sulla spalla, un grosso crepaccio taglia trasversalmente la traccia e richiede un bel passo lungo, sia in salita che in discesa. La risalita in cresta, poi, è ottimamente tracciata e arriviamo in vetta accompagnati da molte altre persone oltre che da un vento gelido.
Tanta gente proviene dalla cresta SE, partendo dalla Almagellerhutte presente nel vallone limitrofo a quello dal quale siamo partiti. Passiamo una decina di minuti in vetta a goderci il panorama molto vasto sulle alpi vallesane mentre dalla parte del Sempione e dell'Oberland è limitato da nuvolaglia in avvicinamento.

Per la discesa ci dividiamo in due gruppi, in 12 affronteremo la traversata sulla Almagellerhutte (come da programma) mentre i restanti rientreranno su Hohsaas e di lì a Saas Grund.
Di seguito riporto pertanto gli aspetti salienti di entrambe le discese:
- su Saas Grund, con il caldo le condizioni di qualche passaggio tra i seracchi e sui crepacci è diventato critico e anche il passaggio delle corde fisse, lavorato dai passaggi, è stato più ostico della salita. Riporto inoltre che un pezzo del seracco sommitale (quello che aveva determinato la chiusura della via qualche settimana fa) è crollato, fortunatamente senza conseguenze....in sintesi, questo percorso è tutt'altro che banale e sicuro, presenta dei pericoli oggettivi che bisogna considerare e valutare, specie con l'aumento delle temperature nelle ore centrali della giornata.
- in traversata su Saas Almagell, percorso tracciato nella parte alta della cresta data la buona copertura nevosa ancora presente; molta gente l'ha salita ma solo noi e due francesi l'abbiamo discesa. Non essendo presenti grandi indicazioni, ci siamo portati troppo presto sul lato sinistro (scendendo) per raggiungere il ghiacciaio e il tipo di terreno (sfasciumi di ogni dimensione) ha meritato costante attenzione per evitare di tirare giù pietre a ogni passo; consiglio di proseguire lungo la cresta più che si può, scendendo sul ghiacciaio dove la distanza dalla cresta è minore. Per il resto, il percorso è abbastanza evidente, raggiungendo lo Zwischbergenpass, la Almagellerhutte e poi Saas Almagell (la parte del colle, tuttavia, con nebbia può presentare problemi di orientamento).
Dalla Almagellerhutte (sita in una conca bellissima!) la discesa, seppur lunga è molto piacevole per l'ambiente circostante.

Salita fatta 15 anni fa con la Sucai e che ho riproposto molto volentieri, avendone un bel ricordo visto il magnifico ambiente glaciale attraversato.
Gita sociale di tutto rispetto anche come numeri, 18 partecipanti....tutti in cima! In 12 abbiamo poi proseguito per la traversata, rientrando nel tardo pomeriggio a Saas Almagell. Tutti contenti, alcuni al loro primo 4.000 e tutti meravigliati dall'ambiente glaciale attraversato, veramente severo e impressionante.
Una grande soddisfazione per noi accompagnatori aver portato a termine questa gita, davvero una forte emozione vederci tutti in vetta!

Testo e foto Davide Forni

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