SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

Punta dell'Aquila 2119 m

15 febbraio 2019 
Alpe Colombino

L'uscita sociale in notturna era da un po' che non veniva inserita nel programma annuale della GEAT. Certo quando l'abbiamo inserita in programma non potevamo immaginare che sarebbe stato un inverno scarsamente nevoso. Così, sopite le nostre intenzioni di andare con gli sci assieme ai ciaspolatori, decidiamo di comune accordo tra tutti gli accompagnatori, di fare una gita unica.
Il ritrovo il venerdì sera, al termine di una giornata lavorativa, è stato assai faticoso tra il traffico intenso, un incidente in tangenziale e gli impegni di tutti. In 13 partecipanti partiamo dal parcheggio dell'Alpe Colombino (intorno alle 9); la neve c'è subito ma è durissima e con qualche tratto ghiacciato lungo le rampe iniziali della strada. Saliamo con racchette e ramponi ai piedi oppure semplicemente con gli scarponi.
Arrivati sulla dorsale, dopo una breve sosta per ricompattare il gruppo, la neve è continua solamente sulla strada, attorno invece è molto rada: a macchia di leopardo direbbe qualcuno.
Il gruppo si divide, una buona metà dei partecipanti torna indietro e va a mangiare al ristorante presente alla partenza mentre in 8 ci incamminiamo sul pendio finale sotto la cima che è l'unico tratto con neve continua.
In tre percorriamo la cresta finale raggiungendo la croce di vetta, data l'esposizione e la presenza di qualche tratto innevato duro, gli altri si fermano all'anticima.
Panorama notturno affascinante. Le montagne sono illuminate dalla luce della luna piena e solo un po' di foschia copre la pianura.
La discesa per la via di salita non presenta alcuna difficoltà. Arrivati alle macchine qualcuno si ferma ancora a mangiare, altri rientrano a casa data l'ora tarda.
Bel giro in notturna con la luna piena, peccato per lo scarso innevamento, mi sarebbe piaciuto usare gli sci ma quest'anno dobbiamo avere pazienza e rimandare ad anni migliori dal punto di vista dell'innevamento.
Tutti i partecipanti alla gita erano soddisfatti comunque.

Davide Forni
Foto di Antonio Carretta e Gianfranco Rapetta

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