SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

Cime de la Charvie

Valle di Cervières

27 gennaio 2019 
Le Laus

Domenica giungerà una perturbazione da NO, colpirà dapprima la Valle d’Aosta, successivamente le Cozie: la meta della gita sociale sarà pertanto nella valle di Cervières, dove sembra assicurato un buon fondo innevato, con 15 ulteriori centimetri di neve caduti nel fine settimana.
Tralascio le mete classiche della valle, e scelgo la meno frequentata ma impegnativa Cime de la Charvie.
Siamo 11 volonterosi alle 8:40 alla partenza da Le Laus: il cielo è cupo e minaccioso, ma siamo immersi in uno spettacolare ambiente invernale, fatto di montagne bianche immacolate e fronde di pini irrigidite dal gelo.
Ci buttiamo lungo la pista forestale del Bois du Laus: qualche squarcio di cielo azzurro premia il nostro impegno.
Tralasciamo il ripidissimo imbocco della Comba Oscura, e risaliamo verso ovest il Bois du Balais.
Raggiunte le Bergerie, qualche raggio di sole ci scalda le ossa attraversando il piano.
Da qui in poi dobbiamo battere traccia. A destra si va verso la classica Turge de la Souffie, noi puntiamo a Nord verso la Comba che ci porterà alla Charvie.
Affrontiamo il ripido pendio con i coltelli, la pendenza è molto significativa, il manto nevoso presenta uno strato crostoso più recente, non ben coeso con lo strato sottostante indurito. Si procede con attenzione, qualcuno è in difficoltà.
Raggiungiamo la Comba in solitudine, la pendenza si attenua, si continua a battere traccia su 25 cm di crosta ventata, verso il colle di Prafauchier.
Tiziano prende la testa del gruppo e allunga il passo: da qui in poi la traccia sarà sua.
Intanto il cielo, che aveva concesso la consolazione di qualche tiepido raggio, si chiude completamente e il vento si risveglia con fastidiose folate.
Ai piedi del ripido e lungo pendio finale adducente alla cresta uno di noi, in condizioni non ottimali, si deve fermare, riparandosi dai colpi di vento che aumentano di frequenza e intensità.È assistito da un capo gita. Nevischio incomincia a cadere.
Tutti noialtri, più sopra, ci fermiamo al riparo di un masso sotto la cresta finale, battuta da gelide folate.
Che fare? Dopo un breve consulto, considerando che i nostri amici alla base del pendio ci attendono e non sono in condizioni buone, si decide che la meta della gita sociale sia raggiunta, dopo 1090 m di dislivello.
Si scende.
La discesa fino al piano della Comba avviene sopra una crosta a tratti indurita, a tratti portante, ma sempre discretamente sciabile.
Raggiunte le Bergerie, ci spostiamo verso sud e ci buttiamo nel bosco del percorso che scende dalla Tourge: la neve è un po’ pesante ma sciabile.
Raggiungiamo la strada di fondo valle, quindi rapidamente alla macchina.
È tardi, qualcuno si concede una birra, ma noi dobbiamo scendere velocemente a Torino: Alberto alle 18:00 deve salire sul volo per il Lussemburgo.
Un ringraziamento a tutti i partecipanti alla gita, la GEAT vi attende alle prossime!

Maurizio Bortott
Foto di Roberto Merlo

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