SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

Sentiero del Tasso

Roero

25 novembre 2018 
Vezza d'Alba

Il gruppo GEAT oggi è particolarmente nutrito al ritrovo a Vezza d’Alba: ben 27 partecipanti. Infatti trattasi di una gita con un premio finale per tutti i partecipanti: il pranzo in trattoria tipica del Roero. Abbiamo azzeccato anche la festa del tartufo, per cui la camminata inizia con una gimcana tra le bancarelle di prodotti tipici (o quasi) nel centro storico sulla rocca di Vezza. Il nostro obiettivo è percorrere il “Sentiero dl Tasso”, così nominato in onore di un animale che sembrerebbe abbastanza presente tra le aspre colline del Roero.

Le paline in piazza San Martino subito ci indirizzano sulla retta via che percorre il crinale della collina: fiancheggiamo addirittura un oliveto, e poco oltre un enorme agave (simbolo dei cambiamenti climatici?). Dopo un pilone votivo, in fondo al paese, entriamo finalmente in un più rassicurante vigneto. Continuiamo lungo il crinale, ed ecco si apre il panorama sulle colline del Roero: il borgo che si vede lontano è Monteu Roero con il suo castello. Purtroppo la nuvolaglia ci impedisce la vista delle Alpi. Quindi un bosco ci porta in discesa alla frazione Violi, dove è ben conservato un antico forno comunitario per la cottura del pane. Il nostro cammino continuerà così: tra vigneti e boschi, tratturi scavati nel tufo e capezzagne percorse in salita o discesa ai limiti delle vigne: dobbiamo prestare attenzione a non sbagliare il sentiero, ma le indicazioni sono frequenti. Le sorprese sono continue, e rendono questa passeggiata veramente godibile: in fondo ad una valle, vicino ad una cappelletta, un cartello esplicativo ci documenta sul ritrovamento di un osso di mastodonte in quell’area (ora al museo naturalistico del Roero). Più oltre acrobatici vigneti sul crinale delle colline, accarezzate dal sole autunnale, da cui s’intravvede il Santuario della Madonna dei boschi, che lambiremo lungo il nostro percorso.

Altri cartelli ci documentano sulle abitudini e sulla vita del Tasso, l’ospite più importante, anzi sarebbe corretto dire “il Proprietario” di questi luoghi, del quale però sfortunatamente non abbiamo visto traccia, causa (sembrerebbe) le sue abitudini notturne. Anzi correggo: a fine gita qualche signora afferma di essere riuscita a scoprire una tana dell’animale, nascosta in un anfratto del bosco!

I 12 km del cammino sono stati superati tutti d’un fiato senza sosta alcuna, causa il richiamo dell’agognata trattoria. La nostra giornata si conclude pertanto alla Trattoria del Peso a Castagnito, dove abbiamo apprezzato alcune classiche specialità del Roero, annaffiate con abbondante Favorita e Nebbiolo, a seconda delle preferenze personali. Un grazie agli organizzatori, Luisa e Mario, che hanno saputo individuare un percorso piacevole, in una zona per niente battuta dai nostri scarponi da neve e roccia, ma che merita per bellezza paesaggistica e nostra cultura piemontese.

Maurizio Bortott
Foto di Maurizio Genta

 

 

 

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