SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

Punta Pian Paris e festa sociale GEAT

13-14 ottobre 2018 
Rifugio GEAT Valgravio

Paolo per quest'anno ha avuto la buona idea di proporre come gita l'ascesa alla punta Pian Paris- da Adret. In realtà dovevamo partire da Travers a Mont, passando poi da rifugio Toesca e porta del Vlllano. Ma visto il versante alto con la neve, abbiamo lasciato perdere questo percorso, preferendo il più solatio vallone del Gravio sgombro di neve. E così è stato. Passati dal rifugio Gravio, lasciando il superfluo che avevamo nello zaino, (la sera ci saremmo fermati al rifugio), subito la salita ci fa capire che non è una passeggiata ma sarà tosta. I sentieri, dopo le piogge dei giorni scorsi, sono alquanto sconnessi e faticosi. Giunti al Lago Rosso, il problema era di attraversare il torrente Gravio con tanta acqua. Siamo stati così costretti a seguire il detto torrente fino a incrociare il sentiero più in alto, che dal bivio con quello che sale al colle del Vento, taglia in diagonale il pendio congiungendosi al sentiero percorso dal basso poco prima del Pian delle Cavalle. Qui in 2 abbiamo deciso di andare al colle Malanotte, gli altri con Paolo alla Porta o Colle del Villano. Passati a destra della Cassafrera, saliamo questo vallone e dopo 2 ore siamo al colle; qui c'è neve, andiamo a destra per raggiungere la punta tra qualche banco di nebbia. Da qui abbiamo capito che  gli amici andati al Villano, avevano poche speranze di salire in cima: troppa neve sul versante nord. Fatta qualche foto e poi discesa: sono già le 14, cinque ore e mezza di salita. Faticosa anche la discesa per il sentiero ormai in rovina, fino al Bel Piano di Cassafrera, un gioiello in mezzo a questa enorme distesa di blocchi di pietra.
Dopo uno spuntino e compattato il gruppo al Pian delle Cavalle, in circa 120 minuti si dovrebbe giungere al Rifugio Gravio; noi abbiamo impiegato qualche minuto in più , la stanchezza si faceva sentire. In tre sono tornati ad Adret poi a Torino. Gli altri si sono fermati per la cena e la notte in compagnia di altri amici  saliti nel pomeriggio. Qui c'era anche Marta , la mia nipotina , insieme a Bimba (dal 2011 le feste Geat le ha fatte tutte): sono un po'  le mascotte.
Dopo la succulenta cena, alle 23  la stanchezza si fa sentire e cosa c'è di più bello che andare a letto e farsi una bella dormita? Niente! Anche perché domani mattina ci sono dei lavoretti da espletare. Che dire della gita? Lunga con gran dislivello, siamo quasi a fine stagione, ma tutti avevano buona gamba, grazie a Paolo, Giuseppe, Adina, Alessia, Emanuela, Maurizio e al sottoscritto Mario.

Mario Marinai

Alla sera ci ritroviamo in 10 persone al Rifugio. Dopo un' abbondante e ottima cena preparata dal gestore Mario ed i suoi collaboratori, si ricordano i tempi passati, le cime salite, i trekking ed i viaggi che ognuno di noi ha impresso nella memoria. Andiamo a letto dopo aver bevuto un buon bicchierino di serpillo.
Durante la notte scende una fitta pioggia e al mattino l'aria fresca e l'umidità si fanno sentire. In attesa dei soci Franco e Mario eseguono alcuni lavori si routine. Il programma prevedeva la Santa Messa alle ore 11 anche perché Padre Dante, dopo la funzione doveva rientrare per altri impegni.
Che delusione…. alla celebrazione vi erano solamente 15 persone. Al pranzo noi geatini ci siamo ritrovati in 2 tavoli, 29 persone in totale, (qualcuno ha dato forfait per motivi di salute), per fortuna che il gestore ha riempito ugualmente il rifugio con persone arrivate fino lì per fare una camminata. Dopo pranzo siamo stati allietati dalla musica di Ileana e Andrea, che con il violino e la chitarra hanno rallegrato la festa. Una piccola lotteria ha premiato le persone baciate dalla fortuna, e poi tutti fuori Antonio sta preparando le caldarroste…

Conclusione: vi ricordate quando alla festa Geat si facevano 2 o 3 turni per il pranzo…. ma dove sono finiti i soci e i simpatizzanti?
Certo gli anni passano, gli acciacchi aumentano, le gambe tremano, ma quelli più giovani possono sacrificare una domenica all 'anno per festeggiare come si deve la nostra festa, almeno quelli che ricoprono delle cariche nel Direttivo e nella Commissione Gite.
Di questo passo tra pochi anni, la festa sarà solo un bel ricordo….

Marialuisa Cravero
Foto MArio Marinai, Antonio Carretta e Maria Teresa Morinello

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