SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

Punta Gardiol 2340 m

Valle di Susa

27 maggio 2018 
Fenils

Il calendario gite della GEAT prevedeva per la domenica 27 maggio una escursione alla Punta Gardiol, una cima di 2340 m facente parte dei rilievi montuosi posti sulla sinistra orografica della Valle di Susa, ad est del Monte Chaberton. In piena estate, la Gardiol è una punta ideale per una bella escursione senza particolari difficoltà, ma in primavera e in un’annata come questa caratterizzata da un innevamento abbondante come non si vedeva da tempo, la presenza di neve residua sul percorso richiede un’attenzione particolare.
In sede di iscrizione del giovedì sera al Monte dei Cappuccini, nonché di successive adesioni a mezzo whatsapp, si prefigurava un gruppo decisamente numeroso, all’incirca di 17 persone; la successiva consultazione delle previsioni meteorologiche, non propriamente positive, ha indotto molti degli iscritti al ritiro e così alle 7 della domenica mattina al rituale appuntamento dinanzi all’Istituto Maffei di corso Regina siamo solo in 8; un paio di iscritte non si sono premurate di comunicare il loro ritiro: evidentemente l’insegnamento del Marchese del Grillo (​io so’ io e voi nun siete…) continua a fare proseliti.
Trascorsa l’attesa accademica si parte e dopo la sosta caffè all’autogrill di Salbertrand, usciamo dall’autostrada infilando la statale verso Cesana; percorsi pochi chilometri svoltiamo sulla destra verso Fenils, dove lasceremo le macchine e cominceremo la nostra escursione. Qui troviamo Chiara, una simpatica e carina ragazza di Chianocco che si è trovata direttamente alla partenza ed era già in attesa del nostro arrivo.
Poco prima delle 9 ci mettiamo in marcia sulla strada militare che da Fenils sale verso il Colle dello Chaberton, in direzione perpendicolare rispetto alla valle; siamo all’incirca a quota 1300 m, il tempo è un grigio abbastanza ambiguo, ma non sembra in procinto di rovesciarci addosso pioggia.
La salita sullo sterrato è regolare, anche se un tantino noiosa, e dopo poco meno di un’ora raggiungiamo la frazione di Pra Claud, dove possiamo prendere dell’ottima acqua ad una bella fontana d’epoca; proseguiamo il nostro cammino e cominciamo a vedere abeti e larici al posto di noccioli, castagni e greggi di pecore con relativi pastori maremmani.
Dopo poco meno di due ore arriviamo ad un bivio; lasciamo la strada sterrata e iniziamo un gradevole sentiero tra i pini che con svolte in direzione nord ci avvicina alla base della nostra meta, che vediamo in alto sopra di noi sormontata da una croce.
Siamo ormai a quota 2000 e qui cominciamo a trovare lingue di neve che ricoprono il sentiero; da questo punto il percorso richiede più attenzione, ma sui nevaietti sono abbastanza visibili le tracce, alternate a pezzi di prato con terra ancora umida e fili di erba secca, piegati dal peso della neve da poco ritirata.
Da adesso la strada ce la inventiamo a occhio, ma ormai il capogita Paolo Meneghello è scatenato; non si comprende se vuole imitare l’impresa di Froome sul vicino Colle delle Finestre, fresca di un paio di giorni o se, più prosaicamente, vuole evitare ogni rischio di temporale; sta di fatto che gli ultimi 340 metri di salita vengono affrontati alla garibaldina, in questa alternanza di nevai e pratoni risaliti sulla linea della massima pendenza. Fortunatamente il gruppo dei nove escursionisti non presenta varianze attitudinali escursionistiche e così in poco meno di 3 ore tutti insieme tocchiamo la croce sulla sommità del Gardiol.
Il panorama è molto bello a 360 gradi. Di fronte a noi sul lato opposto della Valle di Susa, domina il Monte Fraiteve; spostando l’occhio in senso orario incontriamo la Rognosa del Sestriere sopra Sansicario; continuando a ruotare lo sguardo, oltre la spaccatura dell’alta valle, troviamo la sommità dello Chaberton, con le sue caratteristiche torrette e relativo colle, e a seguire tutta una serie di punte che il capogita ci illustra, per finire con il Rocciamelone dal lato della Valle del Moncenisio. Fenils è laggiù 1040 metri più in basso, adesso abbiamo contezza che siamo venuti su molto bene; anche il tempo che aveva causato molti ritiri pare assestato ed è anche uscito un bel sole che scalda le nostre ossa. Il morale è uniformemente alto e invita a prendercela con comodo, per consumare il nostro pranzo al sacco e scattare le immancabili fotografie.
Dopo quasi un’ora di permanenza sulla cima, riprendiamo la via del ritorno. Anche in discesa il capogita è scatenato, come morso da una tarantola, fatto sta che in poco tempo ci togliamo dal pezzo più ripido, da prendere “con le molle”, e da questo momento il percorso mancante non presenta più alcuna difficoltà.
Poco prima delle 16 siamo a Fenils dove vediamo l’insegna di un agriturismo: niente di meglio di questo per una sana birra (o spritzbirra a seconda dei gusti). Ci sediamo su un tavolone all’aperto e restiamo favorevolmente sorpresi dall’edificio in un gradevole stile alpino/valdostano, non così frequente in Valle di Susa.
Dopo quest’ultima sosta non ci resta che raggiungere le vicine macchine e rientrare con calma in città; l’unica notizia di rilievo è che durante il percorso in auto ci prendiamo un po’ di pioggia, meno male che non ne abbiamo presa manco una goccia durante l‘escursione a piedi.
Evidentemente oggi la fortuna era con noi, gli audaci. Bene, alla prossima.

Roberto Boselli
Foto di Antonio Carretta

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