SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

ARCHIVIO GITE 2015: Tete de Valpelline 3802 m

4,5 luglio 2015 La settimana prima della gita è funestata da un triste evento che ha colpito molto me, Flavio e Mauro ovvero la morte sullo sperone Frendo all’Aiguille du Midi (gruppo del Monte Bianco) del nostro amico Fabrizio Zecchinato, compagno di avventure in montagna e anche di alcune gite sociali della GEAT. Quanto successo ci ha profondamente colpiti ma nonostante questo tremendo evento abbiamo cercato di ricaricare le energie per la gita alla Tete de Valpelline in programma, raccogliendo un buon numero di adesioni (soprattutto di partecipanti giovani). Il meteo è previsto bello e sono previste alte temperature. Il sabato mattina ci troviamo al consueto ritrovo di Corso Giulio Cesare e, una volta compattate le macchine, partiamo alla volta della diga di Place Moulin, nostro punto di partenza per la gita in programma. Arrivati a destinazione troviamo una giornata splendida e un sole implacabile che ci accompagna nella prima ora di cammino fino al Rifugio Prarayer dove abbiamo in programma di fermarci a pranzare prima della lunga salita al Rifugio Aosta. L’atmosfera è rilassata e passiamo un’ora a chiacchierare, scherzare e conoscerci meglio, soprattutto con chi partecipa per la prima volta a una nostra gita. Dopo le 14 decidiamo di ripartire vista la lunga risalita al Rifugio Aosta dove pernotteremo. Lo spostamento è enorme, sembra di non arrivare mai e il sole infuocato non ci dà tregua ma riusciamo ad arrivare tutti al rifugio ben prima che servano la cena, così da poterci sistemare con calma nei nostri posti. Nell’attesa della cena ammiriamo il panorama sulle cime circostanti e iniziamo a parlare della gita dell’indomani, confrontandoci sulle modalità di funzionamento della cordata e dei nodi importanti da conoscere per la progressione su ghiacciaio. L’ora per la cena nel piccolo ma accogliente Rifugio Aosta arriva presto; la notte trascorrerà tranquilla e la sveglia alle 4 dà l’inizio alla nostra giornata. Una veloce colazione e poi tutti a prepararsi. Ci incamminiamo alla luce delle frontali verso il Col de la Division su immense pietraie e sfasciumi per raggiungere tramite un nevaio via via sempre più ripido le roccette finali adducenti al colle. La salita di questo tratto è facilitata dalla presenza di catene ma le difficoltà non sono elevate, piuttosto la roccia non è proprio della massima qualità, implicando molta attenzione nei movimenti per evitare scariche di pietre su chi sta sotto. Arriviamo al colle e la vista può finalmente spaziare sull’ampio bacino glaciale dell’Alto Ghiacciaio di Tsa de Tsan. Il meteo è bellissimo e la temperatura gradevole. Ci fermiamo per qualche foto e per prepararci a percorrere il ghiacciaio fino alla vetta, mettendoci i ramponi e legandoci in cordata. Lentamente ci incamminiamo e in circa 2 ore siamo finalmente sulla cima della Tete de Valpelline. Con noi, ad ammirare lo splendido panorama sui tanti 4.000 della zona, c’è anche il nostro socio Giulio Boero (74 anni!) che con tenacia e forza di volontà è arrivato fino in cima, regalandosi altre grandi emozioni che solo la montagna sa dare. Tanti complimenti a Giulio per la salita effettuata da parte di tutti i partecipanti. Sostiamo quasi un’ora in vetta, data la giornata meravigliosa e il panorama impagabile. Quando ripartiamo il sole scalda parecchio; senza fretta e scegliendo un percorso diverso rispetto alla salita, ritorniamo al Col de la Division e di qui al Rifugio Aosta. Sono tutti contenti per il panorama ammirato e per il magnifico ambiente glaciale visitato; per alcuni poi era la prima volta su ghiacciaio! C’è ancora il lungo ritorno alle macchine però che metterà a dura prova la resistenza di tutti fino al parcheggio di Place Moulin. Ci arriveremo oltre le 19, terminando così una due giorni alpinistica lunga e intensa ma come si suol dire “di soddisfazione”. Alla prossima!

Davide Forni

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© Foto di Antonio Carretta