SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

ARCHIVIO GITE 2014: Uja di Mombran (2964 m)

20-21 settembre 2014 Quest’anno, soprattutto d’estate, il meteo ha deciso di fare i capricci e così è stato anche per questa gita nella Val Grande di Lanzo prevista per il week-end di passaggio tra estate e autunno; nonostante infatti delle previsioni non proprio bellissime (che si riveleranno fin troppo ottimiste!) decidiamo di confermare la gita e, complici le molte defezioni dell’ultimo minuto, ci ritroviamo in 7 al ritrovo a Torino previsto per l’una del sabato.
Una volta fatte le macchine ci ritroviamo poi tutti a Forno Alpi Graie per la salita al Rifugio Daviso; iniziamo quindi la salita sotto un tempo non dei migliori ma speranzosi di non prendere acqua….e sarà così! Il sentiero, seppur lungo, si rivelerà piacevole e ben tenuto e in 3 ore circa ci condurrà al rifugio che, seppur non di grandi dimensioni, presenta una bellissima balconata sulla valle oltre a offrire un ambiente raccolto e cameratesco che a noi alpinisti piace tanto.
Il soggiorno al rifugio si rivelerà gradevole e la mattina dopo alle 6.30 partiremo tutti sotto una splendida alba alla volta della nostra montagna. L’itinerario scelto prevede una discesa di qualche centinaio di metri di dislivello per raggiungere un sentiero che, in leggera salita, attraversa tutto il vallone transitando dal Bivacco Ferreri per dirigersi sulla sponda orografica opposta proprio sotto la nostra cima.
Attraversata una pietraia iniziamo la parte alpinistica che si presenta nella prima parte, seppur non difficile, parecchio esposta. Dopo alcune defezioni tra i partecipanti dovute alla fatica il gruppo che tenterà la salita alla cima si riduce a quattro persone che, sotto un tempo fattosi sempre più minaccioso, raggiungerà la cima attraversando enormi pietraie e l’ultima cresta finale su grandi blocchi. Il panorama è limitato e comincia a piovere. Si scende quindi! La discesa non pone grandi problemi, se non per la pioggia a intermittenza che durerà fino al rientro al rifugio nel primo pomeriggio.
Dopo una breve sosta scenderemo tutti alle macchine e qui, vuoi per la stanchezza accumulata, vuoi per la continua pioggerellina (che nel frattempo è ripresa, per nostra sfortuna) sulle nostre teste, arriveremo alle macchine nel tardo pomeriggio, pronti per ritornare alla quotidianità della nostra vita cittadina.
Riassumendo: una gita d’altri tempi e di soddisfazione, che attraversa luoghi ormai dimenticati e poco battuti (e a noi piacciono queste gite!); avrebbe meritato un altro meteo per apprezzarla ma quest’anno ormai ci siamo messi il cuore in pace. Compagnia al solito piacevole e ottimo soggiorno al Rifugio Daviso in cui meriterà tornare. Gita promossa quindi.

Davide Forni