SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

ARCHIVIO GITE 2014: Punta Sourela (1770 m)

26 gennaio 2014 Dal grigio paesello di S.Giovanni, verso le 9,30 di una ventosa domenica di gennaio, in dieci ci incamminiamo, già con ciaspole ai piedi, su per lo stretto viottolo ghiacciato che si diparte dalla piazzetta della chiesa. Alla scelta di questo itinerario, era previsto lo Sbaron, hanno contribuito due fattori importanti: la volontà irremovibile del nostro presidente e la mancanza di neve sui versanti sud della val di Susa. Mancanza che si poteva agevolmente osservare dallo strategico punto di osservazione del parcheggio di Avigliana Ovest. Dell'intuito del Nostro non ebbimo di che pentirci, visto che per tutta la giornata non ci è venuta a mancare la neve sotto i piedi. Doppiato il Col del Lys scendiamo la tortuosa strada che conduce a Col S.Giovanni, esposto praticamente ad est, ma appartenente al bacino della valle di Viù. Dopo aver salutato con piacere i tre nuovi partecipanti, completati i preliminari, il gruppo, seguendo una comoda traccia già battuta, si inoltra nei campi innevati che si stendono alle spalle del paese. Data l'altitudine, si tratta di terreni coltivati, o per lo meno lo erano una volta, visto che sono punteggiati da numerose baite e gli alberi sono tenuti a bada. La pendenza è moderata, per cui la fatica del salire lo è altrettanto. Al limite della vegetazione, mai fitta, ci troviamo su di una comoda spalletta, proprio adatta ad una sosta. Ora il terreno di gioco è totalmente libero, consentendoci di osservare davanti a noi il panettone innevato verso il quale siamo diretti. Sulla sinistra, separata da un colle, la mole quasi arcigna del Civrari. Nel mentre, si è alzato un vento gagliardo che ci investe da nord, a tratti con fastidiose raffiche. Sempre con modesta pendenza ci portiamo sotto la punta, senza affrontarla di petto però: la aggiriamo sulla sinistra, cavalcando un facile dorso che ci condurrà alla croce di vetta, raggiunta alle 11,30. Dalla croce, Mario ci illustra come sempre la toponomastica delle montagne di casa. Spiccano l'Uia di Calcante, la Rocca Moross, la Torre d'Ovarda ed il Monte Lera immerse nella tormenta, tutte cime della valle di Viù su cui siamo affacciati. Sulla via del ritorno sostiamo per una prova Arva, sempre di grande utilità, visto che tra la teoria e la prassi c'è sempre un mare di neve. Sulla piazzetta, al pallido sole del primo pomeriggio, sono le 14, brindiamo con un bicchiere di freisa accompagnato dalla consueta fetta di panettone made in Geat. Logisticamente vicina, la P.ta Sourela è una meta che ben si presta per una gita sostitutiva.

Renzo Panciera

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© Foto di Delia Boano, Renzo Panciera, Gianfranco Rapetta