SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

ARCHIVIO GITE 2014: Una gita fuori porta: lo Sbaron - sci

23 febbraio 2014 Premessa: non vengo più alle gite, perché poi mi tocca fare la cosiddetta “relazione”. Che, nel caso mio, deve essere la più esilarante possibile: quindi parlare di personaggi, episodi, situazioni, (possibilmente comici). Perché del resoconto della gita, pare che non gliene freghi niente a nessuno! E questo non è mica sempre facile. Come oggi, per esempio, che è andato tutto liscio come l'olio. Intanto non c'era la Laura Bruno, che di spunti comici ne fornisce in dosi industriali. In compenso c'era una leggiadra new entry, italo-tedesca che di teutonico non aveva proprio nulla (il DNA italiano molto probabilmente è molto più robusto di quello tedesco). Da principio è stata accolta con malcelato sospetto: capirete, era alla sua prima gita, per di più con un equipaggiamento “affittato”! In compenso poteva contare su un lacchè d'eccezione: il capogita. Il quale si è messo subito a sua completa e totale disposizione. Si rompe un bastoncino affittato anche quello dalla neofita, dopo una buona mezz'ora di salita? (Come ha fatto a rompersi un bastoncino camminando su uno sterrato, è ancora un mistero) Nessun problema comunque: il capogita gioiosamente torna alla macchina dove ne ha una discreta scorta. A questo punto, però, ciascuno di noi comincia a pensare con terrore a cosa potrà succedere in discesa. Il tempo poi era bellissimo, sotto questo aspetto quindi nessun imprevisto possibile. Non ci voleva però un genio per capire che se a questo si aggiunge l'esposizione (Sud pieno) della gita, la sua vicinanza a Torino e infine i commenti a dir poco entusiasti del “Mondo di Gulliver” dei giorni precedenti, non saremmo stati gli unici a decidere per questo obbiettivo. Devo dire però che, a parte il parcheggio alla partenza, che qualche problema l'ha creato soprattutto alla carrozzeria della macchina di Franco, che voleva accaparrarsi il parcheggio vicino a una macchina agricola, il tutto si è svolto molto civilmente e secondo copione. In salita, nessuno, tranne il sottoscritto, ha voluto offrire dimostrazioni di forza assieme a Luca, uno spilungone che da poco viene con noi. Molto civilmente mi ha chiesto se poteva “ciucciarmi” le code, mentre io, con la lingua fuori, puntavo direttamente alla punta senza fare una curva. E poi, dieci metri prima di arrivare, con poco tatto, mi ha superato, con una volata degna di Cipollini, per conquistare un “oro” , a questo punto, poco meritato. Non c'è proprio più nessun rispetto per i vecchi! La punta era lievemente congestionata e quindi mi sono accampato su uno spiazzo alcuni metri prima. Dopo un po', alla spicciolata, sono arrivati tutti. Un po' di casino forse con le radio: c'erano anche i ciaspolari (anche loro con le radio) e poi qualcun altro sulla nostra stessa frequenza. Con la conseguenza che ogni tanto si finiva per parlare via radio con quello che ti era seduto vicino. La discesa non ha storia. Partiti naturalmente per ultimi, non abbiamo fatto altro che percorrere una normale pista da sci degna delle migliori stazioni sciistiche, che ha dato la possibilità a tutti (anche ai meno bravi) di esibirsi in evoluzioni da urlo, sotto l'occhio della telecamera del capogita. Le cui attenzioni comunque erano sempre rivolte alla teutonica (?!) new entry. Lei però in discesa ha dato una dimostrazione, che, se vuole e ce lo auguriamo, può ancora tranquillamente venire con noi. Purtroppo con lei mi sono lasciato scappare una battuta forse infelice: «Non farti illusioni: le gite scialpinistiche non sono tutte così. Anzi…» P.S. Non sono stato brillantissimo nella mia esposizione. L'ho fatto apposta, così, la prossima volta, forse potrò venire a una gita senza l'incubo di dover poi fare una “relazione”…

Alberto Marchionni

Galleria foto

© Foto di Franco Savorè