SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

ARCHIVIO GITE 2014: Punta Sbaron (2223 m) - racchette

23 febbraio 2014 Come di consuetudine, in questa stagione, decidiamo per il più comodo Sbaron, anziché per il più lontano M.Borel in valle Stura. In nove racchettari, otto senior ed uno junior, ci troviamo alle 7 alla storica stazioncina di Leumann. Effettuati i trasbordi, ci portiamo prima a Condove e poi a Mocchie. Note le condizioni di limitato parcheggio, nonché il previsto affollamento, saliamo direttamente all'abitato di Dravugna, senza sostare al bar per il tradizionale cappuccio. Nonostante l'astuta mossa, alla borgata troviamo un buon numero di gitanti, per cui ci dobbiamo accontentare di uno degli ultimi bordo strada nella parte alta del paese. Alle 8.30, quasi un record, lasciamo le macchine. Calzate subito le racchette, raggiungiamo in breve la strada che continua per il colle del Colombardo. La seguiamo, sino ad incrociare sulla destra un cartello indicante il sentiero della Memoria. Si tratta di una bella mulattiera che sale con regolarità al limite di una folta pineta. Appena usciti troviamo un pilone votivo, uno dei tanti che costellano questo territorio con la loro simpatica ed utile presenza; non va dimenticato che questa è una zona di grandi nebbioni, non in questa stagione, ovviamente. Sempre con direzione nord, oltre un colletto che lasciamo sulla nostra destra, incrociamo nuovamente la strada innevata: ne seguiamo i tornanti per un tratto, poi l'abbandoniamo per seguire grossomodo il fondo di questa ampia valle ascendente che sbuca al colle degli Astesiani. A nord, in alto sulla nostra sinistra, già intravediamo la meta della nostra gita. Tenendoci sempre sul fondo, e transitando per le numerose baite diroccate, giungiamo alla quota del colle, ma spostati a sinistra rispetto a questo. Ora non resta che superare le ultime rampe per toccare la cima, anche questa preceduta da una anticima, come a dire che per conseguire la meta è sempre necessario raggiungere e superare i traguardi intermedi. Pare proprio che il tam-tam mediatico abbia portato quassù mezzo mondo: numerose sono le presenze di sci, , tavole e ciaspole, compreso i nostri amici sciatori, ma Emanuele ha promesso di portare la tavola alla prossima gita, le ciaspole non fanno per lui. Sull'orizzonte innevato che si gode da quassù non è il caso di dilungarsi: basta dare una occhiata alle immagini. Al rientro, al posto di scendere subito nel vallone, seguiamo l'ampia dorsale spartiacque che conduce ad un evidente pilone. Da qui, con ampio giro, rientriamo sulle tracce di salita, avendo compiuto un piccolo anello nella parte alta del nostro itinerario. Prima di chiudere, e per rispettare il regolamento della Geat, ci fermiamo alla trattoria di Mocchie per la merenda bevioira, ascoltando, con piacere, le cronistorie alpinistiche di Gianfranco e Silvia.

Renzo Panciera

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© Foto di Antonio Carretta e Renzo Panciera