SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

ARCHIVIO GITE 2013: Monte Lungin (2935 m)

Val Germanasca - 20 ottobre 2013 Saliti da Villa di Rodoretto verso Arnaud, su strada sterrata raggiungiamo la borgata La Balmo e decidiamo di fermarci qui e non proseguire per la Bergeria la Balma, a causa del fondo sconnesso della strada. Partiti quindi da frazione La Balma, 1721m, da qui per pendii a volte ripidi e lavorati dal passaggio delle mucche, giungiamo ad intercettare il sentiero 213 che si diparte dalla Bergeria.Il sentiero ora è segnato e facilmente percorribile e continua in diagonale verso il rio che bagna la Comba Scura che attraversiamo, e verso una dorsale ripida ed erbosa che culmina con il colle della Balma 2460m.
Dopo brevi consultazioni sull'opportunità di continuare a causa di ripetuti e brevi scrosci di pioggia e della nebbia che, di quando in quando, ci nasconde il panorama circostante, decidiamo, grazie anche alla determinazione di Maurizio, di proseguire. Il tempo ci ha premiati e dopo poco una schiarita ci consente di vedere il percorso che porta al colle della Valletta, 2690 m, che raggiungiamo in breve. Da questo punto a destra il sentiero conduce al Monte Pignerol, di fronte a noi la Val Troncea, da cui spicca il Bric Ghininvert e a sinistra inizia la dorsale detritica che dovremo percorrere per giungere alla vetta. La neve copre quasi interamente il percorso, ma Mario ne individua la traccia e ci guida, nonostante la neve che ora cade a tratti anche fitta, a toccare la vetta, che raggiungiamo con prudenza non dopo aver superato alcune placche insidiose.
Grazie ai compagni di salita, grazie a Maurizio, e soprattutto grazie a Mario. La foto della vetta vi mostrerà, come dice sempre l'amico Sergio, che anche la neve e la nebbia è bel tempo.

Delia Boano


Paralipomena
Delia ha dimenticato di dirvi che, anche se il numero dei partecipanti era già (?!) a livello di prefisso telefonico, le gite erano due con un solo capogita, Mario. Che correva da un gruppo all'altro.
La seconda, (partecipanti 5), aveva come unico obiettivo La Balma. Ma non il Colle, bensì La Bergeria! Quella che si raggiunge con la macchina, per intenderci. In fondo quando parti da Torino, puoi sempre dire che tu la volontà ce l'hai messa per fare la gita. Se poi piove senza speranza, non è colpa tua.
Tanto per farla breve, questo secondo gruppo, che malvolentieri si è avviato questa volta proprio verso il Colle della Balma, è riuscito lo stesso a sdoppiarsi (3 + 2) e a raggiungere la meta (si fa per dire). A questo punto occorreva scendere. Ma non si poteva chiedere a Mario, che nel frattempo stava raggiungendo il vero obiettivo, di scendere per dare una mano, visto che le uniche cose che si ricordavano del percorso erano le buse delle mucche che risaltavano su questi prati, nella nebbia tutti eguali. Del gruppo i 2 più furbi, quando intravedono una strada sterrata la raggiungono perchè non ci vuole molto a capire che prima o poi porterà alle macchine. Gli altri tre, quasi 220 anni in tutto (quindi Alzheimer galoppante) pensando di essere ancora più furbi, tentano , per fare più in fretta, di ripercorrere la strada di salita. Ma si infognano penosamente Non starò a descrivere le scene di panico di questa discesa, su prati che si facevano sempre più ripidi, canaloni con cascate e ontani.
Comunque grazie alla loro secolare esperienza di avventure di questo genere, carta geografica (senza occhiali, bisognava essere in due a interpretarla), altimetri, e una buona dose di culo, anche loro arrivano alle macchine, senza obbligare quelli della 1° gita (che nel frattempo stavano arrivando), a una vergognosa ricerca dei dispersi.

Alberto (avrete capito che ero uno degli ultimi tre)

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© Foto di Antonio Carretta e Giuliano Ferrero