SOTTOSEZIONE DEL CAI - TORINO

ARCHIVIO GITE 2013: Isola del Giglio

Siamo partiti da Torino molto presto. Appena è stato chiaro abbiamo visto i primi gabbiani. Eravamo in Versilia. Durante la mattina abbiamo percorso piacevolmente il tratto di Toscana per arrivare all’Argentario. Durante tutto il viaggio abbiamo goduto dello spettacolo del paesaggio toscano in primavera.
La giornata era splendida e la traversata verso il Giglio è stata tranquilla. Arrivati al porto dell’isola siamo saliti a Giglio Castello, che è un grazioso borgo abitato, completamente cinto da mura ancora perfettamente conservate. All’esterno soltanto alcune case e alcuni piccoli negozi attorno alla piazzetta centrale, prossima all’ingresso delle mura. Dai punti alti della rocca ci si può affacciare verso il mare e ci appaiono il golfo di Campese con il suo caratteristico faraglione e, dalla parte opposta, l’interno dell’isola.
Il giorno seguente, la prima giornata al Giglio ci permette di venire in contatto con la geomorfologia e la flora dell’isola. Il percorso è agevole e gradevole. Al mattino sembra debba piovere, ma poi la giornata diventa luminosa. Scendiamo verso Campese su un sentiero con il fondo tipico della mulattiera, affiancato da grandi massi. Il percorso da Campese al Faraglione, ci permette poi di ritrovare tutte le piante della macchia mediterranea, che sicuramente dominava l'isola, ci sono erica e corbezzolo, caprifoglio e stracciabrache: vegetazione che troveremo anche lungo la costa occidentale a sud di Campese, sul versante verso la cala dell’Allume.
Il giorno successivo si punta da Giglio Castello verso Punta Capel Rosso, nell’estremo Sud dell’isola. Attraversiamo anche vecchie vigne abbandonate. Adesso la maggior parte dei terrazzamenti è abbandonata e viene colonizzata da una bassa gariga ad elicriso e successivamente di cisto.
La nostra passeggiata prosegue in un paesaggio quasi lunare: grandi massi di granito segnano il sentiero fino al mare. Purtroppo il clima non ci aiuta, ma si tratta di un po’ di nebbia e qualche pioggerellina. Raggiungiamo comunque uno dei posti più belli del Giglio: scogli di roccia popolati da gabbiani e il faro di punta del Capel Rosso. L’area è veramente molto bella: le rocce di color ocra svettano nude, per decine di metri sul mare. Abbandonata l’area si torna sullo stesso percorso del mattino per un tratto, poi il gruppo piega verso il mare, arrivando a Giglio Porto. Per il ritorno a Giglio Castello si utilizza la bella mulattiera che collega Giglio Porto a Castello.
Nell’ultimo giorno al Giglio, quello in cui nel pomeriggio è prevista la partenza, la nebbia è ormai persistente, ciò nonostante un gruppo decide di fare ancora un’ultima breve passeggiata, fino al Poggio della Chiusa, prima di lasciare l’isola.
Un ringraziamento particolare va rivolto a Maria Luisa, Mario e Paola, i nostri accompagnatori che hanno reso piacevole il soggiorno (senza ovviamente dimenticare la silenziosa ed obbediente cagnetta Bimba) ed un grazie va anche a tutti i partecipanti che hanno reso gradevoli le passeggiate e i momenti conviviali.

Fedele Bertorello

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© Foto di Fedele Bertorello